lunedì 25 giugno 2007

Capitolo 1

Era stato un giorno particolarmente buio. Non mi piace molto l'inizio da giallo di seconda categoria.
Comunque sia il concetto è che quel giorno era diventato stranamente lungo. Il lampione per colpa del vento si era spento e un operaio comunale, credo che il loro nome sia lampedèe, cercava in equilibrio sulla sua scala di ridare la luce alla città, mentre altri due cercavano di tenere in piedi la scala.
Sforzi vani perchè ogni volta che la fiamma ripartiva non facevano in tempo a richiudere la porticina di vetro che subito il vento si faceva beffe dei loro sforzi.
E quindi era buio. Un buio a cui non eravamo più abituati.
Nel bene o nel male, quel giorno che è ancora nei nostri ricordi come uno strano bivio dotato di memoria, ha cambiato la nostra storia. E nessuno pensava che da lì ne nascessero altre.
Ne sono nate.

Alcuni dei lampedèe che nel frattempo si erano rifugiati sotto una tettoia che serviva a riparare dall'acqua la legna per l'inverno ormai alle porte, sentirono questi strani vagiti. E nonostante la pioggia sono corsi fin sotto quel lampione ormai spento e gocciolanti di fredda pioggia hanno raccolto quel paffuto neonato.
Tutti rimasero colpiti dal fatto che mentre piangeva, urlando a squarciagola teneva le piccole dita della mano in uno strano segno. Pollice, indice e mignolo ben diritti e medio e anulare raccolti nel palmo...
Decisero di tenerlo e di chiamarlo Doyle.

Introduzione

Credo che fondamentalmente ci sia una differenza fra prefazione e introduzione...
In questo senso vorrei invitarvi ad entrare nella stesura di questo libro. Infatti sarebbe per me una grande gioia se fossimo in grado di partecipare insieme a questo libro interattivo che è la vita di ognuno (riagganciandomi ai discorsi della prefazione).
Ed è un personaggio qualunque il protagonista della storia. O meglio è stato per un pò solo una entità inesistente. Comincia ad esistere ora che agisce parla, ma soprattutto ora che parliamo di lui. Perchè si esiste lasciando traccia del nostro passaggio, anche in una sola singola persona...
Sir Doyle, o meglio, Doyle ragazzino... Doyle infante... Doyle che va all'asilo con il suo grembiulino... Doyle che con la cartella corre a scuola ovviamente in ritardo... Doyle adolescente...
La sua vita, la sua traccia di vita. Insignificante o forse no.
Doyle, un ragazzo che cercherà di parlarvi. Di chiedervi aiuto. Un consiglio, una parola, una consolazione o che gioiate insieme a lui quando le cose vanno bene.
Leggete pure tra le righe perchè le metafore sono evidenti. O dite solamente se quello che leggete vi piace.
Buon proseguimento...

martedì 12 giugno 2007

Interludio - (disquisizione semiseria su alcune amenità)

I lavori procedono... e l'argomento in questione non sono "i lavori", bensì il fatto che "procedano"... al mondo siamo di tante paste, di tante misure diverse... ci sono parole che hanno un significato preciso ma un peso soggettivo decisamente diverso... "ipocrisia", "opportunismo", "rancore", "rivalità", "vittimismo", "insoddisfazione" sono solo alcune di queste... approfondire oltre l'argomento sarebbe futile come voler parlare di politica... è indiscutibilmente tempo perso! Oltre alle parole anche i fatti (e non parlo di drogati!) hanno un peso e un significato diverso in base agli occhi che ognuno ha (ed ha educato)... e anche qui sarebbe tempo perso scendere nei dettagli della faccenda... Io credo che l'ego non vada mai sovrapposto o sottoposto a se stesso... nessuno è vittima e nessuno è carnefice se non di se stesso nella micro quotidianità che ci circonda (non parlo di guerre civili... intendiamoci!). Il sapersi misurare per poi mettersi in discussione con gli altri è fondamentale per il quieto e sano vivere di un mondo che - voglia o non voglia - non ci appartiene ma che ci contiene. Mi scuso col Bog per avergli usurpato il trono in questi brevi minuti... ;-) Stay Rock! Sir (Fede) Bass

martedì 5 giugno 2007

Prefazione - Buongiorno Mr. Doyle!

Buongiorno Signore. Ben alzato. Fra 15 minuti circa la colazione sarà servita nella sala da pranzo. Preferisce del latte nel the?
Troverà in seguito il suo giornale nel tavolino accanto alla sua poltrona di lettura. Le serve altro? Chieda pure ciò che vuole.
Magari...
Non c'è niente di pronto. Non c'è nessuno che sia pronto a servirti la colazione (almeno se si ha passato il periodo in cui si vive con la propria madre).
E di conseguenza non c'era niente di pronto prima di cominciare questa nuova giornata.
Per lo meno sembra che da oggi si possa (io credo di sì) girare finalmente la pagina della dedica all'inizio del libro e leggere finalmente "CAPITOLO 1".
Perchè è in un libro che racconteremo tutto. Un libro fatto di capitoli, come del resto la vita di ognuno di noi. In realtà non so ancora quando lo potrò veramente cominciare. So che da lì si costruirà una storia, una favola, una cronaca e non si sa se il finale piacerà a tutti. Ma non è questa la vera natura di un libro?
Raccontare una storia. Niente di più che questo. E una storia la si vive nel bene e nel male.
Intanto da oggi sappiamo chi dovrebbero essere i protagonisti...
E per il momento tanto mi basta.


Questa è una sorta di prefazione. Forse faremo dei ringraziamenti a chi ci ha aiutato a scrivere il libro. O forse no.

Non so per quanti giorni scriverò solo prefazioni. Vedremo. Per ora aspettate il momento del numero "1".

domenica 3 giugno 2007

Bog for Blog

Oggi si inaugura la "quarta dimensione nel web" di Doyle... dopo la houseofdoyle e lo spaceofdoyle, parte il blogofdoyle... luogo ameno riservato alle postille di saggezza del vostro batterista preferito (voi non ditelo in giro, ma dopo tempo che memoria d'uomo non può ricordare... anche al sottoscritto è stato concesso il suo angolo di rete!). A presto!

il Bog