Il primo post del 2010 è una grossa responsabilità. Potrebbe essere l'occasione per un bilancio dell'anno appena trascorso, l'occasione per fare buoni propositi per l'anno che arriva, per ringraziare chi è vicino, per augurare a tutti un anno migliore.
Non so se ne ho la voglia, ma ci provo.
Inanzitutto il bilancio. Beh, che dire. Sicuramente è stato un anno di passaggio il 2009, un anno in cui, se pur lentamente, si è cercato di far ripartire il meccanismo dopo il lungo lavoro sull'album. C'era da sistemare la casa di Doyle, prendere confidenza con le tecnologie necessarie al risultato musicale, cominciare a trovare la continuità di un tempo, creare l'immagine di Doyle.
Oltre a tutto questo si cerca di far convivere la passione, il progetto importante con la vita quotidiana, fatta di imprevisti, persone, esigenze. Ci sono stati cambiamenti personali che constringono a ritarare le priorità, organizzare i tempi.
E quando alla fine ci si riesce, piomba su di te il periodo delle festività.
In un pub, il solito pub, una sera di quelle appena trascorse in questo periodo di feste, potevate trovare alcune persone, sedute in un tavolo; in quel pub stranamente pieno, quelle persone prendevano decisioni su una parte del loro futuro.
Intanto, negli altri tavoli, le voci, i volti, i rumori si facevano indistinti, perchè in quel momento si era in un luogo diverso.
Ed è a questo punto che dovrei parlarvi dei buoni propositi. Ma Doyle è stanco, chiude il sipario, e vi rimanda ad un altro giorno.
Non so se ne ho la voglia, ma ci provo.
Inanzitutto il bilancio. Beh, che dire. Sicuramente è stato un anno di passaggio il 2009, un anno in cui, se pur lentamente, si è cercato di far ripartire il meccanismo dopo il lungo lavoro sull'album. C'era da sistemare la casa di Doyle, prendere confidenza con le tecnologie necessarie al risultato musicale, cominciare a trovare la continuità di un tempo, creare l'immagine di Doyle.
Oltre a tutto questo si cerca di far convivere la passione, il progetto importante con la vita quotidiana, fatta di imprevisti, persone, esigenze. Ci sono stati cambiamenti personali che constringono a ritarare le priorità, organizzare i tempi.
E quando alla fine ci si riesce, piomba su di te il periodo delle festività.
In un pub, il solito pub, una sera di quelle appena trascorse in questo periodo di feste, potevate trovare alcune persone, sedute in un tavolo; in quel pub stranamente pieno, quelle persone prendevano decisioni su una parte del loro futuro.
Intanto, negli altri tavoli, le voci, i volti, i rumori si facevano indistinti, perchè in quel momento si era in un luogo diverso.
Ed è a questo punto che dovrei parlarvi dei buoni propositi. Ma Doyle è stanco, chiude il sipario, e vi rimanda ad un altro giorno.
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